Alle porte della città esisteva un casale diroccato. La costruzione originale risaliva al 1840, secondo antiche carte topografiche di alcune grandi proprietà estese a perdita d’occhio sulla vallata intorno all’attuale Parco di Monserrato. Il doloroso fallimento di un frantoio aveva fatto precipitare le sorti economiche della famiglia, ed un funzionario di banca aveva rilevato la magione alla fine degli Anni Venti, rendendola buen ritiro delle sue estati, delle feste solenni e delle migliori ricorrenze. Ma anche questa piccola storia borghese conosce il suo epilogo, perchè i figli del bancario non intendono trascorrere il proprio tempo lontano dalle comodità della vita cittadina. Inizia un lungo ed inesorabile declino. Alla fine degli indimenticabili Anni Ottanta Giovanni Mulas e la sua famiglia, da tempo, fine anni sessanta, hanno già abbandonato la pietra e gli alberi, l’acqua sorgiva e le piccole erte della Barbagia di Fonni più selvaggia ed immacolata. Ma il sogno di Giovanni e della sua Maria Grazia è un altro. Sognano di creare un ristorante speciale e di rara eleganza art déco, da incastonare in un angolo di verde che evochi la terra natale…. La ricerca lunga ed affannosa verte sul ritrovamento di una testimonianza liberty immersa nel verde, da restituire all’antico splendore. Le idee sono chiare, ed i capitali permettono l’investimento. Il nucleo originario presenta un casale di circa mille metri quadrati, un appezzamento di terreno incolto, con quattro conifere, intorno al vecchio casale ed una proprietà di cinque ettari, nella valle del rio Gioscari, con grotte naturali, dei frutteti ed una quantità ingente di acqua sorgiva, che sgorga dalla roccia. Inizialmente l’impresa appare disperata, se non ci fosse di mezzo la caparbietà ed il sogno commovente di una famiglia barbaricina. Con una bellissima espressione, Giovanni Mulas definisce il suo nuovo possedimento come una nave affondata. Ma in tanti lunghi anni di lavoro continuo e sacrificio, la creatura prende corpo: e diventa bellissima, con le grandi vetrate ed il legno, la piccola piscina e l’angolo relax esterno raffinato e riposante, gli abat-jour d’epoca e le mantovane bordeaux di gusto squisito, il pianoforte ed i petali di rosa. E poi le sale private per gli incontri di lavoro e le cene conviviali.
La Maison è un ristorante celebre per l’allestimento di matrimoni e cerimonie in genere. I giorni più belli diventano un album dei ricordi di grande suggestione ed atmosfera, tra i mobili d’epoca e le nature morte di buoni pittori, le bambole antiche ed i ninnoli del Primo Novecento, le porte con i vetri policromi ed i tendaggi damascati, i cavallini a dondolo di età regia ed i candelabri da innamorati clandestini. Passeggiando tra i mille angoli di questo incanto puoi trovare i tappeti di raro ricamo e gli arazzi festanti, le vetrinette e le scrivanie Luigi XVIII di Fine Impero, acquistate da un antiquario parigino, i bagni puliti e profumati con specchi antichi e brocche, gli incensi e gli ori, la musica new age e le lampade vittoriane, le nicchie intime affacciate sul bosco ed i mille particolari curati da un’anima viaggiatrice e amante della vita finalmente restituita al proprio nido.
La Maison è un inno all’estetica ed all’ecologia. Una meravigliosa casa nel bosco, che offre un’ospitalità affettuosa e discreta ed una cantina strepitosa di oltre cento etichette italiane e francesi ed internazionali, dal Piemonte alla Borgogna, dalla Sicilia all' oriente, tra le quali primeggiano le migliori etichette della nostra regione sarda. Tra i mille aneddoti di una giovinezza gaudente emerge il ritratto di un uomo affettuoso con i figli, ma severo nella cura maniacale dei giardini e delle sale da pranzo: sono i particolari che rendono la Maison un grande ristorante. Le due donne ai fornelli alternano la cucina antica e tradizionale – la salsa di pomodoro nel coccio di terracotta – con i dettami della creativa cucina mediterranea della brava figlia Alessandra. L’impeccabile gestione familiare dei Mulas è completata dall’alta classe del maitre Antonello, superbo sommelier, coaudivato in sala dal fratello Claudio ed altri collaboratori esterni. Ci sono delle intuizioni formidabili: la Petit Maison di sei deliziosi antipasti, ed il più corposo Grand Maison, con un’offerta più ampia e generosa; ci sono autentiche prelibatezze, come i tagliolini ai porcini e tartufo d’Alba, e le pietanze create per il gusto lieve dei vegetariani. Niente è lasciato al caso, tra le mura della meravigliosa casa nel bosco.
Lasciarsi guidare da questo silenzio irreale, esplorare il bello e l’antico, governare il palato sono le sensazioni di una vita migliore, che qualche volta ci meritiamo dopo mille peripezie del vivere quotidiano. Creare emozioni...è la filosofia della famiglia Mulas.

Alberto Cocco